La pizza, vera icona di italianità

Da cibo povero ad acclamato simbolo di italianità Perché la pizza piace a tutti?

Se esiste una cosa che mette tutti d’accordo quella è la pizza.

È il comfort food dopo una giornata stressante, è un modo per celebrare eventi importanti, è una risorsa per la pausa pranzo. È un’occasione per riunirsi con gli amici e, in sostanza, un elemento irrinunciabile nella nostra cultura gastronomica. Persino l’Unesco ha riconosciuto il valore della pizza, tanto da inserire l’arte del pizzaiuolo napoletano nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Con 5 milioni di dischi sfornati ogni giorno in Italia, per un totale di 1,6 miliardi in un anno, la pizza è uno dei cibi più richiesti in ogni angolo del pianeta. In Italia la pizza è quasi un simbolo sacro non solo per il sapore straordinario, ma anche per tutti i valori che incarna: la socialità, la tradizione, la condivisione. È il piatto essenza dell’italianità. Alta, bassa, capricciosa, diavola, marinara e chi più ne ha più ne metta, le preferenze in fatto di pizza non si discutono. Al nord spopola la versione prosciutto e funghi, mentre al sud le preferite sono la bufala e la marinara. Regina indiscussa resta sempre e comunque la margherita, a testimonianza del fatto che spesso le cose più semplici sono le più apprezzate.

Chi ha avuto per primo l’idea di mescolare acqua e farina?

La tradizione dell’impasto risale al Neolitico, ma è Napoli la patria indiscussa della pizza moderna. Già nel 1700 nel Regno di Napoli esisteva una focaccia povera venduta nei negozi dei fornai, che divenne il primo esempio di street food perché veniva consumata in strada. Giugno 1889: è questa la data a cui si fa tradizionalmente risalire l’invenzione ufficiale della pizza, ad opera del cuoco Raffaele Esposito. La prima Margherita fu preparata in onore della Regina d’Italia Margherita di Savoia, con ingredienti dei colori della bandiera italiana. Da allora la pizza si diffuse rapidamente anche all’estero, grazie agli emigranti italiani in cerca di fortuna. Furono proprio questi ultimi a dare vita alle prime pizzerie nelle grandi metropoli.

Ma per quale motivo la pizza ha riscosso questo successo universale?

La prima ragione risiede senz’altro nell’impasto: la combinazione di acqua, farina e lievito crea un pasto di alta qualità, completo e soddisfacente, caratteristica che è stata fondamentale per la sua diffusione nel 1900, quando le risorse erano limitate. Inoltre, grazie alle numerose varianti di impasto e di combinazione di condimenti, la pizza è versatile e mai monotona. È un piatto pratico, veloce da preparare e adatto a qualsiasi situazione: dalla pizza a portafoglio mentre si passeggia fino alle versioni gourmet per le serate speciali. La pizza è un’occasione per mangiare insieme. È un piatto che promuove il piacere della condivisione: di momenti, di conversazioni e, perché no, anche di interi tranci! In sintesi, la pizza mette tutti d’accordo. È questo uno dei maggiori punti di forza del piatto, ma non tutti sanno che alla base di questa caratteristica c’è un motivo scientifico.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PloS Oneb la pizza è un cibo che crea dipendenza. La sua irresistibilità è attribuita alla combinazione di ingredienti unici che stimolano positivamente una parte del cervello, l’amigdala, coinvolta nella sensazione di piacere. Inoltre, i vivaci colori della pizza, come il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il dorato dell’impasto, aggiungono al consumo un elemento di gioia visiva. Il perfetto equilibrio visivo trova riscontro anche a livello di nutrienti: l’assunzione di carboidrati e grassi crea una sensazione di ricompensa per il cervello, rendendo la pizza un comfort food capace di ripristinare la serenità anche durante i momenti di stress. Anche la caseina, la proteina del latte, ha un ruolo importante: durante la digestione agisce sui ricettori della dopamina, l’ormone del piacere e della ricompensa, aumentandone la produzione.

Oltre alle ragioni strettamente legate agli ingredienti e al loro aspetto “soddisfacente”, gli studiosi hanno identificato delle ragioni psicologiche che rendono la pizza l’alimento che crea maggiore dipendenza in assoluto, superando persino concorrenti eccezionali come il cioccolato. Prima fra tutte, l’associazione involontaria che si fa fra la pizza e uno stato mentale positivo: è un fattore psicologico estremamente potente, mangiando una pizza torniamo di buon umore, perché ne associamo gusto e sapore ad esperienze passate, con amici o persone care, in cui siamo stati felici.

In definitiva, la pizza è molto più di un semplice piatto: è un’icona dell’italianità che unisce le persone attraverso il suo irresistibile mix di sapori, la sua versatilità e il potere di creare felicità a ogni morso.

Iscriviti alla Newsletter