La filiera Oirz: origine italiana residuo zero

Il disciplinare che rende queste farine speciali e ne regola la produzione si pone diversi obiettivi:

  • Garantire la tracciabilità di filiera “Farm to Fork” di origine 100% Italiana. • Tutelare la salute del consumatore mantenendo i livelli dei residui di fitosanitari entro i limiti di massima sicurezza (residui di prodotti fitosanitari inferiore al limite di quantificazione).
  • Rispettare l’ambiente tramite l’utilizzo – se necessario e dopo attenta valutazione tecnica – di prodotti fitosanitari con minore impatto sull’ecosistema.
  • Mantenere la sostenibilità economica degli attori che partecipano alla filiera.

Come raggiungere questi obiettivi?

Partiamo dalla selezione dei terreni, che devono essere lontani da fonti di inquinamento. Per ognuno di questi appezzamenti si valutata l’adozione di un buon avvicendamento colturale che consente di ottenere innumerevoli vantaggi dal punto di vista agro-ambientale (es. aumento della fertilità fisica, chimica e biologica del terreno, incremento, equilibrio della biodiversità etc).

Definiti questi punti, sono privilegiate lavorazioni minime del terreno che – rispetto all’aratura – hanno un minore impatto ambientale (anche in termini di emissioni di CO2) e ne tutelano la struttura preservandone la sostanza organica. Anche i vari semi sono selezionati attentamente: viene infatti privilegiata la coltivazione di varietà il cui processo di costituzione si è svolto completamente all’interno di aziende sementiere italiane e a partire da materiale di origine Italia.

La semina è ben distanziata per permettere una crescita sana e fiorente delle varietà di coltivazione, così da ottenere produzioni che soddisfino quantitativamente le aspettative della filiera produttiva e qualitativamente il consumatore finale.

In questo contesto non si può prescindere dal prevedere un’opportuna difesa dalle avversità: l’utilizzo dei prodotti fitosanitari viene però meticolosamente valutato tramite appositi monitoraggi periodici da parte dei nostri agronomi. Questi ultimi decidono sulla necessità o meno di eseguire il trattamento fitosanitario. Le operazioni di raccolta e di trasporto al centro di stoccaggio vengono svolte attentamente affinché anche in queste fasi critiche non sussistano rischi di inquinamento o contaminazione del raccolto. Al centro di stoccaggio si controllano tutti i passaggi di filiera e si realizza una preliminare valutazione della materia ottenuta.

Che cosa rende ancora più speciale la farina OIRZ? La sua “carta d’identità”

Stefano Mattioli: Ideatore e responsabile del progetto OIRZ, prima filiera certificata di farine a residuo zero in Italia. Da oltre 20 anni insieme a Molini Fagioli, Stefano fa parte del nostro reparto qualità, fiore all’occhiello dell’azienda.

Il Tecnico della cooperativa si impegna, insieme all’agricoltore, a redigere un Quaderno di Campagna dove per ogni appezzamento sono annotati la localizzazione, la superficie, la precessione colturale, la semente utilizzata, le operazioni colturali svolte, le attività di monitoraggio periodico delle colture, fertilizzanti e prodotti fitosanitari distribuiti, la data di raccolta e ogni altra informazione utile a definire la tracciabilità del prodotto.

Il grano, prima di essere trasformato, è analizzato da laboratori specializzati per verificarne la conformità. Durante tutte le fasi di trasporto, di molitura e di confezionamento ogni tecnica utilizzata è documentata e tracciata per evitare contaminazioni con altri prodotti convenzionali che possano contenere residui di antiparassitari. Per avvalorare la conformità dell’intera filiera, di tutte le attività svolte e dei residui di prodotti fitosanitari al di sotto dei limiti di sicurezza, è stato nominato un ente di certificazione esterno che ne verifica la correttezza rilasciando un certificato di attestazione secondo la norma UNI EN ISO 22005:2008 – Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari – e secondo la Specificazione Tecnica di Prodotto – “Controllo della filiera vegetale, a garanzia dell’assenza (non rilevabilità analitica) nel prodotto agroalimentare di residui di prodotti fitosanitari”.

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